I dati Ocse rivelano che la scuola in Italia meglio che altrove, ma è davvero così?

Si parla tanto di buona scuola; il decreto per la buona scuola è arrivato. Da indagini dell’Ocse risulta che la scuola italiana è esclusiva.  Il Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli ha commentato i risultati dell’indagine condotta, affermando che bisogna essere orgogliosi di una scuola che garantisce strumenti e risorse, perché possa essere attuato l’articolo 3 della Costituzione.

L’art. 3 della Costituzione recita:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

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La Ministra continua affermando: “In questa direzione vanno gli investimenti che stiamo facendo sulle competenze delle studentesse e degli studenti attraverso i fondi PON che abbiamo messo a bando nelle scorse settimane”.

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Statistiche e studi, significano tempo, soldi per analizzare i dati, per intervistare le persone e in questo modo possiamo avere una fotografia della situazione. Ma è davvero così?

Purtroppo la realtà è ben diversa. La scuola in Italia non è stata mai buona.

Basta analizzare come si diventa insegnante. Un aspirante insegnante prende un diploma o una laurea scegliendo se frequentare, studiare o comprarsele. In Italia è ammesso anche questo.

Un insegnante che compra un diploma sarà un asino? Questo asino fa anni di gavetta, accumulando punteggio, compra i corsi di aggiornamento che assegnano altri punti e finalmente diventa di ruolo. Il risultato però non è diverso da quando l’insegnante ha iniziato il suo percorso: Asino prima, asino dopo. Ma andiamo avanti.

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L’asino ha una sua classe e insegna a bambini o adolescenti. Secondo risultato: alunni asini.

La scuola riceve diversi fondi anche dalla Comunità europea per realizzare progetti, i cosidetti PON. Si parla di milioni di euro messi a disposizione dei Dirigenti Scolastici. A chi vanno i soldi dei Progetti? Chi ne usufruisce e soprattutto a cosa e a chi servono? Mistero.

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L’ex Premier Renzi ha dato diversi euro a Insegnanti e Alunni da spendere per la Cultura e per lo studio. Ecco che molti hanno avuto la possibilità di andare a teatro, acquistare libri e computer da rivendere su e-bay. Che cultura!

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