Piccoli racconti metropolitani

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Da pochi giorni è uscita una interessante raccolta di racconti: “Piccoli racconti metropolitani”, di Giovanna Angelino (Web Writer, scrive per alcune testate giornalistiche on line, ha pubblicato “Collezione” Casa editrice Kimerik; e-book per Amazon: “Scomposizione postale”, “Scacco alla crisi”, “Web Comedy”) ;Il volume raccoglie tre storie diverse che sembrano narrare vite ordinarie senza colpi di scena, ma nelle quali ogni personaggio è ben inquadrato e vive le proprie emozioni, sente e pensa nello scenario di città distanti e accoglienti allo stesso tempo. I protagonisti si evolvono in un percorso di vita e introspettivo, per aggiungere un passo in più al loro cammino e alla loro crescita interiore. Il testo si legge in modo scorrevole, grazie anche alla semplicità del linguaggio, sempre appropriato e a tratti molto descrittivo.

In anteprima alcuni brani tratti dalla raccolta:

Dal primo racconto – Occhiali scuri

“Da allora Loredana e il piccolo Andrea erano diventati amici….
Si immergeva in quel reparto anche se per pochi minuti……, tutto anche l’atmosfera era più lenta, primitiva, tutto era sospeso in aria, come nello spazio.
Questo mondo ovattato, protetto da finestre con vetri spessi e da tendine bianche, in qualche modo la turbava e la conquistava allo stesso modo”

“Mattia non è più Mattia, perché è entrato in una dimensione diversa della vita, quella in cui inizi a farti domande, quella in cui cerchi risposte, quella in cui combatti con la paura, quella in cui sei semplicemente altrove, una fase della vita in cui cambia semplicemente tutto. Si trasformano le abitudini, il modo di pensare, ci sei ma non ci sei mai veramente, non ci sei fino in fondo, non sei mai del tutto presente.”

Dal secondo racconto – Planare

“Non era stato facile entrare in Accademia, aveva dovuto superare dei test abbastanza tosti, ma ci era riuscito. La passione per gli aerei gli faceva amare sempre di più gli studi intrapresi; l’impegno nello studio gli avrebbe permesso un giorno di volare e di raggiungere altezze che altri potevano solo immaginare”

“Restarono abbracciati, confusi e abbandonati l’uno contro l’altro, provando strane sensazioni; un senso di vertigine assoluta….”

Dal  terzo racconto – Milano ride ancora

“La sua visione romantica delle cose lo fece tornare a casa con qualche perplessità. Stefano faceva sempre un po’ di fatica con il lato pratico della vita….”

“Forse mai avrebbe trovato il vestito perfetto, l’attimo eterno, il tesoro nascosto. Le delusioni lo avevano cacciato nello sconforto più totale; piano si era rialzato, con le paure che prova chi è caduto. Qualche colpo aveva fatto più male, ma era consapevole che tutto faceva parte del gioco e a testa bassa con tutte le sue ansie e paranoie, con le sue paure e la sua fragilità aveva deciso da sempre di voler comunque giocare….”

Disponibile in formato Kindle su Amazon Piccoli racconti metropolitani

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